Amo ritrarre i volti perché sono il luogo più immediato dell’emozione. Un volto racconta ciò che le parole non sanno dire: un’intenzione, una fragilità, una forza. Attraverso lo sguardo, la materia si anima e diventa sentimento. Mi piace lavorare su volti noti — attori, musicisti, figure storiche, scienziati — perché fanno parte di un immaginario condiviso. Sono simboli che risvegliano emozioni collettive: i personaggi che hanno interpretato, le storie che hanno segnato, le scoperte che hanno cambiato il mondo. Nel caso di Rita Levi Montalcini, ad esempio, il ritratto diventa un omaggio alla sua intelligenza luminosa e alla sua eredità scientifica, ma accolgo con gioia le richieste di chi desidera un ritratto di una persona cara. In questi lavori il mio gesto diventa un atto di cura: trasformo un ricordo in materia, luce e ritmo. La commozione negli occhi di chi riceve l’opera è uno dei momenti più appaganti del mio percorso artistico.





















































































































































